.
Annunci online

 
Diario
 




______________________________




______________________________


Danza:

- Akram Khan Company / National Ballet Of China - bahok
- Alias Compagnie - Escucha Mi Cantar
- Ballet Du Grand Theatre De Geneve - Para-Dice, Selon Desir, Loin
- Ballet National De Marseille - La Citè Radieuse
- Balletto di Torino - .Ray Man and other works
- Centre Choregraphique National De Nantes Claude Brumachon & Benjamin Lamarche - Le Temoin
- Cie Bud Blumenthal/Hybrid - Les Reflets D'Ulysse
- Compagnia Abbondanza/Bertoni - Medea
- Compagnia Abbondanza/Bertoni - Polis
- Compagnie Heddy Maalem - Un Petit Moment De Faiblesse, Etude Nue, Le Sacre Du Printemps
- Company Blu - La casa invisibile
- Dancetheatre Of The National Theatre Of Northern Greece - Swan Lake City
- Do Theatre - Hopeless Games
- Ersiliadanza - Il Corpo
- Granular Synthesis & Angelin Preljocaj Ballet - N
- Le Guetteur, Luc Petton & Cie - Oscar
- Louis-Philippe Demers - L'assemblèe & Le Procès
- Merce Cunningham Dance Company - Events
- Merce Cunningham Dance Company - Pond Way, Native Green, Views On Stage
- Merce Cunningham Dance Company - Pond Way, Views On Stage, Sounddance
- Moving Into Dance-Mophatong - Mzansi-African Crossing
- Paola Bianchi - Come Conigli (visioni irrazionali)
- Polish Dance Theatre - Barocco, Zefirum, The Dove's Necklace
- Project Bandaloop - Crossing, Stories Of Gravity And Transformation
- Random Dance - Ataxia
- Rennie Harris, Puremovement - Repertory
- Rosas - Once & Desh
- Shen Wei Dance Arts - Rite Of Spring & Folding
- Stephen Petronio Company - Lareigne, Bud Suite, The Rite Part
- Stephen Petronio Company - Strange Attractors
- Studio Tanka - Silent Desert
- Von Krahl Theatre - The Swan Lake


21 luglio 2009

Me: L'afa



C'è una luce strana stasera.
E' tardi, ma fuori l'orizzonte ha ancora i colori del bruciato.

In casa fa molto caldo; apro tutte le finestre, eppure non si muove un filo d'aria.
Sul balcone mi avvolgono gli aromi speziati della cucina indiana che ho di fronte...

Chissà cos'è?
Zafferano?


Mi piacciono queste serate afose.
Tutto sembra dilatato: ogni movimento costa sudore, e così i piedi si trascinano con lentezza tra la stanza da letto e la cucina. Venti passi, trenta, quando di solito basta un balzo per arrivare al frigorifero.

Affondo i denti in una pesca, e non mi preoccupo se un po' di succo mi cade sul petto, tanto prima di andare a letto dovrò comunque fare un'altra doccia.

Sdraiato sul divano, penso che potrei passare la notte così, molle e sudato, a togliermi i capelli dalla fronte, ascoltando un po' di musica o anche solo il silenzio della città.

Guardo la tenda davanti alla finestra, ferma, immobile.
Al primo alito di vento mi farò trascinare anch'io come lei nella stasi di questa notte.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. afa caldo notte

permalink | inviato da freestate il 21/7/2009 alle 1:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


12 luglio 2009

Me: Gli occhiali rotti




Il telefono continuava a suonare, ed io dentro di me pensavo: "Ma perchè non risponde?".
Avevo avuto una giornata un po' pesante, con uno di quei clienti in gamba a cui però devi sempre spiegare le cose due volte.
Stavo tornando a casa in vaporetto, e non vedevo l'ora di sdraiarmi sul divano con il mio cocktail di alcool e ibuprofene a guardare la tv senza volume.
Ma quel telefono continuava a suonare; vicino a me una signora anziana, vestita color crema; una di quelle anziane dignitose che portano le calze anche in piena estate.
Al terzo, quarto tentativo, proprio quando stavo per sbottare, la vedo aprire la borsa, anch'essa color crema; il volume della suoneria si faceva sempre più alto, ed io aspettavo che rispondesse per togliermelo dalle orecchie.
Ma niente, anche con il telefono in mano, niente risposta.
Guardo la signora con occhio assassino, e la vedo frugare ancora nella borsa, insistentemente, in ogni tasca, fino ad estrarre un bigliettino, un piccolo foglietto tutto sgualcito. Nonostante la calligrafia un po' incerta, leggo "Pulsante verde per rispondere" e poi altre brevi frasi. Nel frattempo il telefono aveva smesso di suonare, e fino alla fine del tragitto non l'ho più sentito suonare.
Sceso dal vaporetto, per un momento, mi sono sentito un cane per come avevo inveito tra me e me nei confronti della signora; ma poi, superato il senso di colpa, mi è rimasta una bella sensazione.
Affetto, commozione, partecipazione, non so descriverlo; ma avrei voluto girarmi verso la signora anziana e regalarle un sorriso.

---

Non so per quale strana coincidenza, ma a qualsiasi ora io torni a casa, li trovo sempre davanti al portone.
Sono due ragazzi, probabilmente ventenni. Ormai li saluto come fossimo amici, anche se non conosco nemmeno i loro nomi; la ragazza abita nel mio palazzo, e lui la accompagna sempre fino all'ingresso.
Non sono come tutti i ragazzi di quell'età, intenti solamente ad infiammarsi le gengive l'un l'altro; se ne stanno vicini, si tengono per mano, e si guardano con quel misto di purezza ed ingenuità.
Gli occhi di lui sono innamorati, quelli di lei forse un po' meno...
Quando si salutano, lui la guarda salire le scale esterne, poi fa un passo indietro per vederla nella prima finestra del giroscale; un altro passo indietro, per vederla nella finestra del piano superiore, e poi un altro passo indietro, la schiena inarcata e lo sguardo un po' disilluso, come quando perdi qualcosa a cui sei molto legato.
Non ho idea se lei si affacci alla finestra per ricambiare il pensiero, ma so che io a quel ragazzino, sono già un po' affezionato. Se la trovassi a fare la smorfiosa con un altro credo che le farei una scenata isterica in mezzo al cortile.
Quando lui se ne va, provo sempre un po' di tenerezza.

---

Nelle mie giornate ci sono piccoli episodi come questi, in grado di regalarmi una forte emozione.
La fragilità di una persona anziana, l'ingenuità di un ragazzino...

E mille oggetti, che chissà per quale motivo mi fanno stare bene. Come gli occhiali rotti ed aggiustati con lo scotch.




permalink | inviato da freestate il 12/7/2009 alle 17:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


16 marzo 2009

Me: I due maglioni

 

Non ricordo quanti anni avevo.
17, forse 18.
F. ed io eravamo nel pieno della nostra "amicizia particolare": passavamo molto tempo assieme e ci divertivamo come pazzi. Il nostro rapporto era speciale, e questo ci rendeva più forti.

A quei tempi frequentavamo entrambi la parrocchia: incontri, impegni, attività, ma anche qualche momento di svago.
Quell'anno ci aggregammo ad una gita di qualche giorno a Nizza, Montecarlo e Cannes.
Spesso F. ed io ci allontanavamo dal gruppo, ci piaceva stare per conto nostro. Agli appuntamenti ci presentavamo sempre in ritardo; niente di che, 5, 10 minuti al massimo.
Non era per snobismo; semplicemente, volevamo farci notare; io volevo che tutti vedessero quanto eravamo belli e speciali assieme.

Durante il viaggio di ritorno, F. aveva un po' di mal di testa, e così quando ci fermammo per mangiare qualcosa lui rimase sull'autobus.
Io avevo lasciato il mio maglioncino sul sedile, gettato come uno straccio.
Quando tornai, vidi che F. aveva piegato per bene la mia maglia, e se la teneva appoggiata sulle gambe.

In quel momento lo sentii molto vicino.

---

Conobbi L. qualche anno dopo, in palestra.
Tra tutti i ragazzi che incontravo era l'unico che non parlava come fosse in un cinepanettone; e così, col tempo, diventammo amici e cominciammo a frequentarci anche all'infuori della palestra.

Una sera andai a cena da lui assieme ad altri amici.
Era un bella serata di fine estate, ed io mi presentai elegante nella mia camicia a righe.
Mangiammo all'aperto, e perdendoci in chiacchiere si fece tardi. Era buio ormai, ed io avevo i brividi di freddo lungo la schiena. L. mi prestò un suo maglioncino color verde acqua.
Tenerlo addosso mi dava calore, e non solo per via del cotone.

Arrivato a casa mia, lo piegai, e lo riposi in un armadio assieme agli altri maglioncini miei. Mi piaceva vederlo là, tra le mie cose; mi dava emozione.

Dopo qualche giorno glielo restituii.




permalink | inviato da freestate il 16/3/2009 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


16 febbraio 2009

Me: Strali di nuovo



In realtà, ho smesso di chiedermi il perchè delle cose.

Tutto infatti, se vogliamo, può avere una giustificazione;
le buone azioni possono essere fatte per i più biechi motivi, così come i torti subiti possono avere una motivazione.

L'ossessione della conoscenza dove ci può portare?

Io rivendico la mia superficialità.


Se mi fai del male, non mi interessa il motivo; io mi ritrovo comunque in ginocchio con una fitta allo stomaco; non era voluto, lo so, ma questo dolore che mi porto dentro non passa lo stesso; le giustificazioni sono una beffa inutile quando sono accasciato.

Se mi fai del bene, me lo tengo tutto, me lo abbraccio come un cuscino la notte; non voglio rovinare un momento di gioia cercando di capire se forse mi stai fottendo; adesso sto bene, non voglio sapere altro.

Sono stupido e superficiale, ma mi voglio vivere queste sensazioni fino in fondo, nel bene e nel male.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. superficialità

permalink | inviato da freestate il 16/2/2009 alle 17:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


23 gennaio 2009

Me: Strali.



"Beata ingenuità", si dice dalle mie parti alzando un po' gli occhi al cielo...
Un modo carino per definirti un imbecille.

Mi posso ribellare a tutto ciò?
Perchè forse mi sono perso il momento storico in cui l'ingenuità è diventata una piaga sociale da estirpare.

Chi l’ha detto che dobbiamo sempre essere fermi e pronti nei confronti di quanto ci capita davanti? Chi l’ha detto che tutto ci debba sempre portare ad una questione di principio?

Le questioni di principio sono una merda, chiaro?


Ho scelto di prendere il buono che le persone che ho attorno mi possono dare, senza pormi troppe domande.
Ci sono persone che mi fanno stare bene, e questo mi basta; è già tanto.
Lo fanno per interesse? Può darsi, ma da me possono aspettarsi ben poco in realtà.

Così come ci sono situazioni, momenti, in cui mi sento libero e cerco di vivere nella piena intensità senza preoccuparmi delle conseguenze. E’ un dramma?

"Beata ingenuità", sì, proprio beata ingenuità.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. beata ingenuità

permalink | inviato da freestate il 23/1/2009 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


20 dicembre 2008

Me: Dentro al mio sacco a pelo

Col tempo, sono diventato meno esigente con me stesso.
Ho imparato a conoscere le mie debolezze.

Ora non le combatto più; mi costava troppa fatica ed i risultati non arrivavano.
Ora ci convivo, e forse, finalmente le so gestire.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. io

permalink | inviato da freestate il 20/12/2008 alle 23:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


1 dicembre 2008

Me: Il mio negozio di caramelle



Erano gli anni dell'università; io giravo per la città con la testa tra le nuvole...

Che prospettive mi riserverà il futuro?
Quale sarà il mio ruolo nel mondo?

Le prime crisi esistenziali, l'uscita dal guscio di un ragazzetto abituato alla vita di paese.

Un giorno,perso tra me e me, vengo fermato da una signora decisamente eccentrica: cappottone sulle tonalità del rosso e del viola, sciarpa verde acido, capelli cotonatissimi ed occhiali che avrebbero potuto tranquillamente essere di Alain Mikli:
"Vuoi fare il giurato per il festival di Sanremo?"
Per approfondire il discorso, la signora mi chiede di passare nel suo negozio.

Passano i giorni, ed al primo momento libero vado a cercarla; la trovo in un negozio di dolciumi, fuori dal centro urbano; classico negozietto un po' retrò, tanto legno, un paio di tavolinetti su cui poggiano i panettoni ed i torroni del Natale appena passato, e le caramelle gommose sfuse da raccogliere nei sacchettini di carta.
Un negozio fuori dal tempo, con un'atmosfera calda che mi ricorda l'infanzia, le torte che mia mamma preparava ogni domenica ed i cioccolatini che mia nonna mi passava di nascosto senza farsi vedere da mio padre.

Nel periodo dei miei dubbi sul futuro, quel negozio era un abbraccio che cercavo ad ogni occasione.

Forse era proprio quell'atmosfera calorosa a tenere in vita un negozio piccolo piccolo, fuori dal centro, soffocato dal proliferare di centri commerciali e grandi distribuzioni.

***

Alcuni giorni fa, parcheggiando per caso in quella zona, ho deciso di cercare il mio negozio di caramelle, rassegnato all'idea di trovare invece un Intimissimi oppure una Sephora.
Ed invece, eccolo ancora là, con la stessa insegna di un tempo; all'interno, una rigorosa signora un po' avanti con gli anni, ed una commessa di mezza età che forse di caramelle ne deve aver mangiate un po' troppe.

Ma l'atmosfera è la stessa.

Prendo un po' di gommose e me le gusto mentre torno a casa dalla mia famiglia.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. caramelle

permalink | inviato da freestate il 1/12/2008 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


17 novembre 2008

Me: Il grande inganno



Ah, la razionalità...
Che grande inganno.



Il post precedente, ed i relativi commenti, mi hanno fatto capire come le mie giornate siano sempre eternamente sbilanciate, quasi come un gioco che mai vale la candela.
Mi impegno, momento dopo momento, a rimanere con i piedi ben ancorati per terra.

Razionalità, mi ripeto.
"Non abbandonarti ai ricordi del passato, non vagare nelle speranze e nelle fantasie come una qualunque Amelie."

Eppure poi, basta abbassare un po' lo sguardo, distendersi un momento, ed ecco che quel paradiso inferno purgatorio di sensazioni irrazionali si riaffaccia violentemente.
Basta un odore, come già detto, ma anche una sfumatura di colore, un'immagine.
Una nuvola che disegna un profilo, le foglie di mille colori tra cui trascinare i piedi.

Non c'è razionalità in tutto questo.

Spesso ci troviamo impreparati davanti a ciò, impreparati e spiazzati, perchè è più facile gestire tutto razionalmente.
Eppure, queste sensazioni, positive o negative che siano, ci fanno sentire vivi, pieni;
è giusto combatterle, che altrimenti non si va da nessuna parte, ma perdere talvolta è dolce...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. razionalità irrazionalità

permalink | inviato da freestate il 17/11/2008 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


5 novembre 2008

Me: Togliamo le ragnatele, spostiamo i calcinacci...



Sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post.
Come mai (si chiedono le masse)?
Alcuni dicono che la colpa sia di facebook, ma non è così (o almeno non completamente).

Facebook è veloce, simpatico, divertente, ma ahimè, è privo di contenuti e pertanto non può sostituire un blog.

Il fatto è che anche io, ultimamente, sono privo di contenuti.

E' sconfortante constatare come la mia vita ruoti essenzialmente attorno al lavoro.
Io amo il mio lavoro: mi sono costruito un ruolo, una posizione, che mi ha portato soddisfazioni professionali e personali. Ma forse sono andato oltre... Se la mia posizione nell'organigramma aziendale è ben chiara, così non è nelle meccaniche di gruppo. Dover ricordare a colleghi e superiori i loro compiti e le loro responsabilità mi sposta in una zona pericolosa, mi mette sotto tiro.

Tutto ciò è malsano.
E' malsano, e terribilmente stressante.

Ora ho voglia di recuperare il mio ruolo, lasciare che le cose che non dipendono da me vadano come devono andare.
Ovviamente non ce la farò, perchè sono pignolo e tanto tanto stupido.

Vabbè, mi verrete a cercare su facebook... e adesso qua ci vuole la faccina :-)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. facebook lavoro

permalink | inviato da freestate il 5/11/2008 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


17 settembre 2008

Me: Un certo gusto



Venti giorni in ufficio da solo sono tanti.
Il lavoro si accumula, inevitabilmente, e diventa difficile anche trovare il tempo per un caffè o semplicemente per scappare in bagno.
E la sera poi...
Invece di uscire dall'ufficio con ancora quel filo di luce che ti rallegra la giornata, mi ritrovo avvolto dall'umidità di questo inizio autunno
che sembra già inverno.

Eppure...

Eppure questa situazione non mi dispiace.

Provo sempre un certo gusto quando posso stare del tempo tra me e me.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tra me e me

permalink | inviato da freestate il 17/9/2008 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


12 settembre 2008

Me: F.



Era l'inizio degli anni Novanta.

Io vestivo di nero, ascoltavo Depeche Mode, e cercavo di uscire dal mio guscio frequentando le compagnie sbagliate.
No, niente festini a base di alcool, droghe o sesso strano. 
                                    
Magari, col senno di poi...

I miei amici provenivano dalla parrocchia, e per quanto provassi ad integrarmi c'era sempre qualcosa che mi frenava.
Quando conobbi F. fu una folgorazione; provai subito la sensazione che lui ed io stessimo facendo lo stesso percorso. L'intesa fu immediata, e col tempo diventò un qualcosa di estremamente profondo, fino a travolgere tutto e tutti e diventare un rapporto esclusivo.
Ma eravamo giovani, e nè io nè lui eravamo pronti per una cosa così forte, che difatti finì col soffocarci.



Il nostro legame implose su se stesso, lasciandoci soli e spaventati senza l'altro accanto.
Era un passo necessario. Io sentivo il bisogno di fare la mia strada, di crescere, sbagliare e maturare.
Cominciai a frequentare persone diverse, a portare avanti interessi e passioni di cui prima ignoravo la presenza.
                                    Consapevolezza, questo volevo.

Ma la via della consapevolezza, si sa, è circolare; e quando tornai a casa, F. non c'era più. Stava seguendo un suo percorso, che l'aveva portato lontano da me.

Ogni tanto ci incrociamo ancora, i nostri sorrisi amari.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sorrisi amari

permalink | inviato da freestate il 12/9/2008 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


27 agosto 2008

Me: Freestate senza estate resta free



Non sono un tipo da estate.

Tutta questa allegria scomposta non fa per me.
Detesto le risate sguaiate, il corpo esibito, la frenesia del divertimento ad ogni costo.
Detesto tutte quelle cose di cui parla anche anarChic giù da lui.

Io voglio le foglie che cadono ed i colori freddi dell'autunno.
Che finalmente sta per arrivare.

E' solo in autunno che mi sento in armonia con ciò che mi sta attorno.



In omaggio a questa nuova stagione, alcuni momenti dello spettacolo di danza più emozionante che abbia visto negli ultimi anni, "Bahok" del coreografo Akram Khan, e di cui ho già parlato tempo fa.

Sono tornato fratelli.


Spezzoni della performance...   

bahok from Martin French on Vimeo


Un minuto dal meraviglioso finale.  Quanto amo Akram Khan! 



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. estate stagioni autunno foglie akram khan bahok

permalink | inviato da freestate il 27/8/2008 alle 14:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


5 agosto 2008

Me: Earth Intruder

Avete presente quel giochino da rivista di enigmistica in cui è necessario ricercare l'intruso?

Ecco, io sono l'intruso.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. intruso

permalink | inviato da freestate il 5/8/2008 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (56) | Versione per la stampa

sfoglia     marzo       
 

 rubriche

Diario
Piccole_gioie_quotidiane

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom