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- Akram Khan Company / National Ballet Of China - bahok
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- Ballet National De Marseille - La Citè Radieuse
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22 luglio 2005

Danza: Ballet National De Marseille - La Citè Radieuse



Era lecito attendersi qualcosa di più da questa performance della compagnia del Ballet National De Marseille.
Presentata come uno degli eventi del festival "Bolzano danza", sostenuta anche da una conferenza in cui il coreografo Frédéric Flamand ha indicato le linee guida del suo lavoro, uno studio sul rapporto tra danza ed architettura, e da una mostra fotografica presente nel foyer del Nuovo Teatro Comunale di Bolzano, questa rappresentazione ha però deluso le alte aspettative.

Flamand ha nel suo passato collaborato con grandi architetti per raccontare in musica e movimento l'evoluzione degli spazi nella cultura dell'uomo, soffermandosi in particolare negli ultimi lavori sulla città, intesa come spazio abitato e vissuto nella sua totalità.
Ne "La Citè Radieuse", Flamand, in collaborazione con l'architetto francese Dominique Perrault, ha tentato di descrivere come la vita dell'uomo si sia in qualche modo adattata agli spazi a disposizione. Nella prima parte di questo lavoro, lo spazio è stato analizzato in ogni sua sfumatura: quello intimo della propria stanza, dove ognuno vive le proprie passioni e le proprie sofferenze, ma anche quello aperto, della comunità, del confronto, della condivisione, per concludere con lo spazio come limite tra individui, lo spazio che allontana e separa. Queste diverse forme di spazialità sono state rese perfettamente sul palco grazie a strutture mobili di reti metalliche, che di volta in volta diventavano pareti o confini.
Se in questa prima parte della performance, l'uomo sembra sopraffatto dalla realtà che lo circonda, quello che Flamand sembra voler dire nel resto del lavoro è che ogni individuo deve cercare di riconquistare il proprio spazio, abitarlo, viverlo, renderlo più umano e meno freddo.

"La Citè Radieuse" è un lavoro ambizioso, concettualmente intrigante ed interessante. Il risultato è però confuso. I troppi cambi di scena, le musiche sempre diverse per raccontare le diverse anime del rapporto uomo-spazio, e poi le luci, le proiezioni, le immagini... Tutto questo alla fine stanca, e rende il senso dello spettacolo poco chiaro. Da un punto di vista tecnico, va inoltre detto che il movimento dei danzatori risulta spesso sacrificato in un contesto simile; quella di Flamand è una danza fresca ed ariosa, e mal si coniuga ai troppi elementi di scena che spezzano le coreografie, considerato anche che la compagnia del Ballet National De Marseille ha un'impronta classica ed in alcuni casi si mostra quasi a disagio con la teatralità dell'opera.

In definitiva, "La Citè Radieuse", si dimostra un'opera più interessante a livello concettuale che non nella sua rappresentazione finale.




permalink | inviato da il 22/7/2005 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

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