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23 marzo 2005

Danza: Merce Cunningham Dance Company - Pond Way, Views On Stage, Sounddance



Non poteva avere inizio migliore il festival "Effetto Cunningham", in scena tra Trento e Rovereto, e dedicato ad uno dei grandi maestri della danza contemporanea; Merce Cunningham infatti è una delle figure di spicco di quest'ultimo secolo, capace di coniugare nelle sue performance diversi linguaggi di comunicazione, grazie anche alle preziose collaborazioni con artisti di talento, quali ad esempio Brian Eno, John Cage, Radiohead e Sigur Ros per la parte musicale, nonchè Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Bruce Nauman per le scenografie.

Il primo lavoro presentato è "Pond Way" del 1998; sulle sonorità calde e liquide di Brian Eno si muovono con leggerezza ed armonia dodici danzatori; i loro movimenti evocano il mondo naturale, un microcosmo in cui tutti si muovono indipendentemente ma che visto dall'esterno ha un suo ordine ed una sua pulizia; tutto in "Pond Way" è delicato, dai costumi bianchi e morbidi, che sembrano in balia di una brezza primaverile, alla scena, composta unicamente dall'ingrandimento dell'opera "Landscape With Boat" di Roy Lichtenstein.
L'apparente casualità delle coreografie di Cunningham è alla base della filosofia stessa dell'artista, per cui la danza non va caricata di significati, ma va vissuta come puro movimento nella sua essenza; è per spogliare i suoi lavori di qualsiasi connotazione simbolica che Cunningham usa la musica come complemento alla danza, ma senza basarsi su di essa; in questo "Pond Way" ad esempio, la base musicale è casuale, scelta senza alcun motivo tra tre diverse composizioni di Brian Eno; musica e danza sono quindi su due piani diversi, eppure si incontrano, si abbracciano, con estrema naturalezza.



"Views On Stage", delle tre opere proposte, è la più recente; composta nel 2004, è fortemente connotata dalla scenografia di Ernesto Neto: a mezz'aria è infatti appesa una membrana bitorzoluta, che rimanda a qualcosa di organico; questo allestimento fa pensare ad una rinascita, ad un risveglio, ed i danzatori si muovono come alla ricerca di nuove forme di comunicazione, magari per sfuggire ai canoni classici rappresentati dai corpetti damascati. La musica suonata dal vivo è una partitura di John Cage per pianoforte o organo, e ben si adatta ai movimenti spontanei e quasi istintivi della compagnia.



Ultimo lavoro presentato dalla Merce Cunningham Dance Company è "Sounddance"; rispetto ai due pezzi precedenti, "Sounddance" si caratterizza per una maggiore aggressività; da un insieme di drappi color sabbia escono con irruenza i danzatori, ed i loro movimenti sono energici ed impulsivi come sul punto di esplodere. In questa opera, Cunningham punta molto sulla parte bassa del corpo; le gambe dei danzatori, fasciate di un azzurro intenso, si stagliano come ali di libellula contro lo sfondo color del sole, mentre invece la parte superiore del corpo, dello stesso colore del fondale, quasi scompare. I rumori meccanici di fondo esasperano la performance, che finisce per implodere su sè stessa, lasciando un senso di costrizione nello spettatore.




permalink | inviato da il 23/3/2005 alle 17:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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